INCIDENZE SPAZIALI


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Transizioni verso il contemporaneo: nuovi progetti per il complesso di San Barbaziano

– Labs Gallery (BO) -

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Da pochi giorni si è conclusa a Bologna la mostra collettiva INCIDENZE SPAZIALI. Transizioni verso il contemporaneo: nuovi progetti per il complesso di San Barbazianopresso Labs Gallery.

Il progetto, che si colloca nell’ambito del programma Opentour 2017, si propone come una ricerca sul ‘rudere urbano’ - oggetto del titolo dell’esposizione - ed ha lo scopo di dare voce alla sua anima e alla sua storia attraverso le molteplici modalità espressive dell’arte contemporanea.

Grazie alla collaborazione del Polo Museale dell’Emilia Romagna 9 artisti dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna hanno realizzato 7 opere sotto la guida curatoriale di Piero Deggiovanni e di Leonardo Regano.

La mostra si apre con il video Acta Barbatiani di Armenia e Sathyan Rizzo il cui intento è quello di tracciare, attraverso un ultimo segno di ritualità, un’ulteriore stratificazione in quelli che sono stati i cambi d’uso di San Barbaziano come struttura. Dal Medioevo al Novecento, il complesso è stato prima chiesa, poi chiesa e convento, successivamente magazzino militare, officina, ed infine parcheggio.

Alla base di questo progetto performativo-mediale c’è uno studio filologico e semiotico, a partire dal titolo di matrice agiografica, proseguendo con il costume della perfomer il cui copricapo è un richiamo al timpano della chiesa, terminando con i simboli ricamati sulle sue vesti, che sono un riferimento al mausoleo ravennate di Galla Placidia, che è colei che ha sostenuto la ‘carriera pia’ di San Barbaziano.

In Acta Barbatianii colori vaporwave e i linguaggi digitali caratteristici della poetica di Sathyan, combinandosi con il sincretismo artistico di Armenia - che mixa elementi architettonici, con altri filonipponici e cyberpunk -, danno vita ad un ‘realismo virtuale’.

Credo, infine, che sia importante riconoscere a questi artisti il merito di aver studiato i movimenti della performance e le inquadrature in modo tale da dare allo spettatore la possibilità di vedere tutto, o quasi, l’interno della monumentale chiesa sconsacrata, altrimenti inaccessibile, poiché inagibile.

Crimen Silentii di Christina G. Hadley, con uno stiletra Pop Art, vaporwave, illustrazione e fumetto, in un trittico che ripropone la struttura della serliana, si concentra sulle figure di Galla Placidia e di Petronio. Un memento moriche gioca sul contrasto tra colore e bianco e nero come rimando all’opposizione vita/morte, passato/presente.

Luca Bernardello opera una ripulitura ed un restauro di elementi originali asportati dalla chiesa (mattoni e assi di legno), e traslati in un luogo ‘altro’, asettico e ‘neutro’ – quello della galleria – per porli in un nuovo equilibrio, sinonimo di una altrettanto nuova dimensione ritrovata. La massima espressione della prelevazione oggettuale - o riattualizzazione del ready-made - è l’immagine kitsch di un Cristo che ha perso tutta la sua sacralità. In questo insieme, l’unico dato che tradisce l’origine delle sue parti è il titolo: Intervento.

In Expectāre et Manēre di Alessandro Pastore la valigia che custodisce in sé -cementificandola - la stratificazione avvenuta nel tempo, diventa simbolo dell’archivio della memoria. I frammenti della pavimentazione di una villa nobiliare (che hanno rimandi iconici alla pavimentazione sacra delle chiese), posti in superficie, rappresentano il punto di rottura.

Su di essi, gli elementi che documentano il momento in cui San Barbaziano è stato adibito a garage sono una macchinina danneggiata e il paralume da parete (recuperato in loco) che attribuisce all’installazione una luce familiare, intima, quotidiana.

All’interno di questa valigia c’è un ulteriore lavoro di archivio, in questo caso sonoro. Sono registrazioni audio effettuate all’interno del complesso di San Barbaziano - dalla finestra verso l’esterno - a testimoniare quello che la chiesa dall’interno percepisce del mondo al di fuori. Questi rumori, così inglobati, ricreano una sensazione di ovattamento e d’isolamento.

La composizione, nella maniera in cui è stata strutturata, mira a creare un ambiente di meditazione, per entrare in sintonia e osmosi con la valigia e con ciò che essa rappresenta, ovvero la chiesa che è in un’attesa un po’ beckettiana di qualcuno che venga a richiamarla e a darle una nuova vita.

Considerazione di Lucia Fontanelli nasce da un tentativo di dialogo con lo spazio attraverso la pratica della pulizia e del prendersi cura di questo luogo abbandonato.

Tale azione, quasi rituale, è presentata nel video che, assieme ai vasi trasparenti contenenti la polvere raccolta – quali urne - costituisce l’installazione in mostra.

Come una mantica, la polvere si fa quindi interprete di tutti i messaggi rimasti sospesi e portavoce e testimone della resilienza di San Barbaziano.

Ex Voto di Alena Tonelli è la sindone di San Barbaziano, affissa alla parete della galleria con tre chiodi golgota trovati all’interno della chiesa. Su di essa sono tracciate le tre finestre della facciata principale.La prima (quella di destra) indica la chiesa che nasce come luogo sacro, religioso. I tratti che la delineano richiamano tanto la pianta della chiesa quanto la struttura di una vetrata. La seconda finestra (quella di sinistra) è legata al periodo napoleonico, quando la chiesa divenne magazzino militare. I segni sono incisi sulla tela mediante l’uso di pezzi di retine recuperati all’interno di San Barbaziano, retine che servivano a stipare i pacchi nei vari soppalchi. La parte centrale, la finestra più grande, invece, rappresenta l’ultimo uso che è stato fatto di questo luogo: ovvero di rimessa. L’artista, rappresenta questo terzo stadio con una sgommata dello pneumatico, simbolo sia dell’automobile, che della violenza che questo complesso ha subito nel corso del tempo. L’opera, inoltre, vuole essere una testimonianza storica di tutto ciò che è cambiato nei secoli anche a livello sociale, perché – nel tempo - dal potere ecclesiastico della Chiesa, si è passati a quello dello Stato e in epoca contemporanea alle leggi del Mercato.

La scultura di Emanuela Perpignano e Estelle Casali dal titolo Presenze è un ‘magma informe’ di argilla ricoperta di grafite in cui l’intervento dell’una si perde in quello dell’altra, in un’unione intima. Estelle è la superficie ruvida, Emanuela quella levigata, l’una è la parte morta da cui l’altra nasce e in cui si muove, rimanendone prigioniera.

E’ sorprendente come le loro opere nascano naturalmente e spontaneamente senza che ci siano disegni e progetti alla base. Le forme sembrano prendere vita da sole dalle loro mani. E questa vita diventa presenza negli spazi di San Barbaziano dove viene collocata a creare nuove prospettive e nuovi paesaggi.

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