Quello che doveva accadere (2021) - Ita


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27 giugno 1980 - 9 settimane e 5 giorni - sono un piccolo feto nel ventre di mia madre.La mia percezione di quanto accaduto sui cieli di Ustica coinciderà, pertanto, fino all’età matura con il suo ricordo, le sue emozioni, le sue paure… paure di una giovane donna che prova per la prima volta i timori per una piccola vita di cui si sente già responsabile. 


Ti aspettavo da circa due mesi, quell’anno, prima di giugno, erano stati ammazzati Piersanti Mattarella, per mano di Cosa Nostra, e il giurista Vittorio Bachelet dalle Brigate Rosse. Due episodi che avevano generato un sentimento generale di apprensione e inquietudine.

La Strage di Ustica fu un fatto che mi colpì particolarmente, perché si sommava ad un periodo difficile, cui seguì – poco dopo - l’attentato della Stazione di Bologna.

Il 1980 fu un anno veramente terribile.

Timori, dispiaceri e angosce influivano sulla vita delle persone.

Vite umane perdute, sogni infranti.

Mi domandavo come il destino potesse essere segnato per certe persone… come il caso potesse decidere delle sorti di ognuno. Avrei potuto esserci io, su quel volo, con la figlia che avevo in grembo, non realizzando così il mio sogno di diventare madre.

Ho pensato ai bambini presenti su quel DC-9.

Ho pensato alla sofferenza dei familiari delle vittime.

Ansie e preoccupazioni, acuite dalla consapevolezza di non dover più custodire solo la mia vita, ma anche quella che stavo per mettere al mondo.


Arte, quindi, è anche questo: la capacità di rivestire e di investire episodi della storia e della cronaca delle memorie personali, del proprio vissuto, ricoprirli con le proprie emozioni, attribuire loro un odore, un colore, un rumore, renderli vivi, renderli più reali di quello che può un testo freddo e impersonale, letto con probabile distacco su un quotidiano o su un libro di scuola. L’arte ci permette di entrare in contatto con le nostre radici, con il nostro vissuto, recuperarlo, tramandarlo, risuonare con esso fino a farlo echeggiare nella folla.


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