CHARACTERS PLAY - Ita/Eng


2 min letti


ART BASE GALLERY (DE)



Ogni falsità è una maschera, 

e per quanto la maschera sia ben fatta,

si arriva sempre, con un po’ di attenzione, 

a distinguerla dal volto.

[Alexandre Dumas] 


Chi sono ‘Ada’, ‘Lidia’, le figure ritratte in ‘She’, ‘Home’ and ‘Nightswimming’?

Sono donne che Laura Fortin ha incrociato nel suo vissuto quotidiano e che hanno attirato la sua attenzione per la loro forza, per la loro capacità di spiccare e di distinguersi nella folla, per il loro modo di porsi nel mondo. Sono caratteri che nascono dall’osservazione diretta della realtà, da un’indagine psicologica e sociologica della figura femminile.

La mano dell’artista è guidata dalla ricerca del vero e dell’individualità. Il realismo dei personaggi e delle ambientazioni ha un sapore goldoniano: come un commediografo la Fortin delinea uno spaccato della vita contemporanea rappresentando identità precise e situazioni concrete che trovano piena corrispondenza nella realtà, sublimandola. Cadono le maschere, viene meno l’improvvisazione della commedia dell’arte, resta una leggerezza rappresentativa che fa da contrappunto alle tragedie domestiche narrate. I dipinti della Fortin sono capitoli di un dramma borghese raffigurato con tinte forti, con pennellate materiche che riflettono, come in uno specchio scenico, l’interiorità di chi ci si affaccia. Risulta quindi facile identificarsi e comprendere ciò che prende vita davanti ai nostri occhi. La tela, come il teatro, diventa un ‘dispositivo conoscitivo’ che favorisce l’acquisizione di una più profonda consapevolezza dell’alterità e di sé stessi attraverso un’osservazione posta ad un giusto livello di distanza estetica: sia l’artista che il suo pubblico si trovano a coprire una posizione di equilibrato distacco che consente l’immedesimazione senza la sopraffazione.

Potremmo, quindi, parlare di una visione antropologica della pratica pittorica di Laura Fortin, un’arte in cui si avverte una costante tensione tra quelle che Pirandello definì le tre corde dell’animo umano: la pazza, la civile e la seria. Negli occhi delle protagoniste dei dipinti si legge talora il desiderio, talaltra la necessità altrove ancora l’intenzione di lascarsi andare alla voglia ribelle e liberatoria di agire senza freni. Quello stesso desiderio che anima la creatività dell’artista e che trova sfogo attraverso la pittura, sfuggendo al controllo imposto dalle convenzioni sociali. Citando Tolstòj, ‘noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radice in altri’ e l’energia vitale di Laura Fortin si àncora proprio nelle figure femminili ritratte.


Every falsehood is a mask,

and although the mask is well made,

you always arrive, with a little attention,

to distinguish it from the face.

[Alexandre Dumas]


Who are 'Ada', 'Lidia', the figures portrayed in 'She', 'Home' and 'Nightswimming'?

They are women that Laura Fortin has crossed in her daily life and who have attracted her attention for their strength, for their ability to stand out in the crowd, for their way of placing themselves in the world. They are characters that arise from direct observation of reality, from a psychological and sociological investigation of the female figure.

The artist's hand is guided by the search for truth and individuality. The realism of the characters and of the settings has a Goldonian flavor: like a playwright, Fortin outlines a cross-section of contemporary life by representing precise identities and concrete situations that find full correspondence in reality, sublimating it. The masks fall off, the improvisation of the commedia dell’arte disappears, a representative lightness remains that acts as a counterpoint to the domestic tragedies narrated. Fortin's paintings are chapters of a bourgeois drama depicted in strong colors, with material brushstrokes that reflect, as in a scenic mirror, the interiority of those who look into it. It’s therefore easy to identify and understand what comes to life in front of our eyes. The canvas, like the theater, becomes a 'cognitive device' that favors the acquisition of a deeper awareness of otherness and of oneself through an observation placed at the right level of aesthetic distance: both the artist and her audience they find to cover a position of balanced detachment that allows identification without being overwhelmed.

We could, therefore, speak of an anthropological vision of Laura Fortin's pictorial practice, an art in which there is a constant tension between what Pirandello defined as the three strings of the human soul: the mad, the civilized and the serious. In the eyes of the protagonists of the paintings one can sometimes read the desire, sometimes the need elsewhere the intention to indulge in the rebellious and liberating will to act without restraints. That same desire that animates the artist's creativity and which finds an outlet through painting, escaping the control imposed by social conventions.Quoting Tolstòj, 'we die only when we fail to take root in others' and Laura Fortin's vital energy anchors itself in the female figures portrayed.

Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.